Giro d’Italia 2026, Presentazione Percorso e Favoriti Seconda Tappa: Burgas – Veliko Tarnovo (221 km)

Seconda frazione in Bulgaria per il Giro d’Italia 2026. Dopo la tappa inaugurale, il gruppo ripartirà da Burgas per affrontare 221 chilometri fino a Veliko Tarnovo. Il livello di difficoltà sale subito, visto che il percorso è mosso, con il finale che potrebbe essere adatto per vedere degli attacchi. Il punto cruciale sarà la salita del Monastero, che presenta pendenze in doppia cifra, ma anche il passaggio negli ultimi chilometri non sarà banale, visto un altro breve e impegnativo strappo da superare prima del traguardo. Un finale quindi da affrontare con grande attenzione anche per gli uomini di classifica e che potrebbe regalare il successo ad un finisseur.

ORARIO DI PARTENZA: 10:50
ORARIO DI ARRIVO (PREVISTO): 15:59-16:29
DIRETTA TV E STREAMING: 10:50-14:00 RaiSport / 14:00-16:55 Rai2 / 10:45-13:30/14:30-16:45 Eurosport 1 / 10:45-16:45 Discovery+
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Percorso Seconda Tappa Giro d’Italia 2026

La prima parte del percorso non presenta difficoltà altimetriche, visto che i primi 100 km sono qusi tutti pianeggianti per arrivare al traguardo volante di Sliven. Da lì la strada inizierà a salire gradualmente per affrontare in successione due GPM di terza categoria: Byala Pass (7,7 km al 4,6%, max. 10%) e Vratnik Pass (9,1 km al 4,4%, max. 11%). Superata questa asperità, mancheranno 87 km al traguardo. Dopo una rapida discesa, i corridori si troveranno di fronte un tratto di percorso con diversi saliscendi, per arrivare al KM Red Bull, ai -15 km, che assegna abbuoni ai primi tre a transitare (6″ al primo, 4″ al secondo, 2″ al terzo).

Dopo un chilometro si imboccherà la salita del Passo del Monastero di Lyaskovets, GPM di terza categoria, lungo 3,9 chilometri con una pendenza media del 6,8%. Non si tratta però di una salita così semplice come possa sembrare, visto che nel tratto iniziale ha pendenze in doppia cifra con punte al 14%. Dallo scollinamento mancheranno 10,4 km al traguardo. I primi sono in rapida discesa, ma poi ai -2 km ci sarà un breve strappo in porfido con pendenze fino al 9%. La strada spiana poi nell’ultimo chilometro.

Salite Seconda Tappa Giro d’Italia 2026

NOME CAT QUOTA KM INIZIO LUNGHEZZA DISL % MED % MAX
Byala Pass 3 712 116,3 108,6 7,7 357 4,6% 10%
Vratnik Pass 3 920 134,1 125,0 9,1 400 4,4% 11%
Lyaskovets Monastery Pass 3 452 210,6 206,7 3,9 262 6,8% 14%

Favoriti Seconda Tappa Giro d’Italia 2026

Non è facile immaginare il vincitore di questa seconda tappa, dato che il percorso si presta a diverse soluzioni. Il nome più indicato potrebbe essere quello di Jan Christen (UAE Team Emirates – XRG), dotato di tutte le caratteristiche necessarie per primeggiare in un finale di questo tipo: ottime qualità in salita, anche su brevi tratti con pendenze in doppia cifra, uno spunto importante da puncheur e anche doti in volata. Lo svizzero può quindi cercare il successo con diverse soluzioni, sia anticipando (sul Lyaskovets Monastery Pass o nello strappo a un paio di chilometri dall’arrivo) sia regolando altri corridori in una volata anche non troppo ristretta.

Se però il ritmo nel finale non dovesse essere esagerato, anche un uomo come Corbin Strong (NSN Cycling Team) potrebbe giocarsi le sue carte. Il neozelandese è forse il più veloce tra i corridori con le capacità per tenere duro sull’ultimo GPM e, se dovesse trovarsi nel gruppo di testa all’imbocco dell’ultimo chilometro, diventerebbe forse il favorito per il successo finale. Spetterà agli altri cercare di tagliarlo fuori prima di quel momento. Discorso opposto invece per Andrea Vendrame (Team Jayco AlUla), che è sì molto veloce nel finale, ma ha bisogno di più selezione per avere delle concrete possibilità di vittoria in terra bulgara. Il veneto vanta già due vittorie di tappa in carriera al Giro d’Italia e può sicuramente puntare al tris. La concorrenza di corridori veloci in grado di tenere sulle salite di giornata, comunque, non manca, a cominciare da Ivan Garcia Cortina (Team Movistar), Matteo Sobrero (Lidl-Trek) e Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), entrambi nomi da non sottovalutare in un arrivo di questo tipo.

Parlando di possibili attacchi da puncheur, Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious) ha le qualità giuste per provare a fare la differenza e arrivare da solo sul traguardo, magari approfittando dei tratti con pendenze più dure tra GPM e strappo finale, ma anche lo spunto per potersi imporre in uno sprint ristretto. Il classe 2001 è al suo quarto Giro e sembra aver fatto quel balzo in avanti nella sua carriera per poter ottenere il suo primo successo. Ancor più di lui, Christian Scaroni (XDS Astana Team) ha forse bisogno di anticipare il gruppo, magari insieme a qualche altro corridore, per aumentare le proprie possibilità di vittoria, dato che in uno sprint piuttosto compatto le sue chance sarebbero limitate. Discorso simile ovviamente per Giulio Ciccone (Lidl-Trek), il quale ha dichiarato apertamente di volersi concentrare solo sulle vittorie di tappa in quest’edizione del Giro. L’abruzzese è uno dei più rapidi tra gli scalatori puri, ma avrà bisogno di una selezione importante per incrementare le sue possibilità.

Tra coloro che possono provare ad anticipare, attenzione a Michael Valgren (EF Education-EasyPost), che in un finale del genere ha la possibilità di fare la differenza e le qualità per resistere all’eventuale rimonta del gruppo, ma anche a Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Magnus Sheffield (Netcompany INEOS), Fabio Christen (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling), Remy Rochas (Groupama-FDJ United) e Frank van den Broek (Team Picnic PostNL). In caso dovesse essere un gruppo piuttosto ristretto a giocarsi la vittoria, sono dotati di buono spunto e resistenza Guillermo Thomas Silva (XDS Astana), Lukáš Kubiš (Unibet Rose Rockets), Francesco Busatto (Alpecin-Premier Tech) e Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step).

In caso di corsa dura, naturalmente, anche gli uomini di classifica possono entrare nella lotta per il successo finale. Il più veloce, almeno sulla carta, sembra essere Adam Yates (UAE Team Emirates – XRG), più di una volta vincente in carriera in volate di un gruppetto relativamente ristretto o su finali come quello di Veliko Tarnovo. Ovviamente, non bisogna escludere che Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) decida di provare a prendersi subito la maglia rosa con un attacco deciso sul GPM finale. Il danese, di solito, dà il meglio di sé su salite più lunghe, ma in alcuni tratti il terza categoria ha delle pendenze che possono invogliarlo a muoversi. Se dovesse rimanere con pochi altri corridori, potrebbero essere Giulio Pellizzari (Red Bull – BORA – hansgrohe), Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché) o Egan Bernal (Netcompany INEOS) ad approfittare della situazione e provare a far valere il loro spunto nel finale.

A proposito di scalatori, non si possono escludere del tutto dal lotto dei favoriti uomini come Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), Felix Gall (Decathlon CMA CGM), Jai Hindley (Red Bull – BORA – hansgrohe), Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) e Thymen Arensman (Netcompany INEOS). È evidente che ognuno di loro avrà bisogno di arrivare da solo per battere la concorrenza, ma non essendo tra i favoriti assoluti potrebbe lasciare loro un pochino di spazio in più. In questo lotto di corridori possono essere inseriti anche alcune possibili sorprese come Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team) e magari Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling), apparsi brillanti a marzo.

Non si può escludere del tutto anche la possibilità che qualche velocista riesca a tenere duro nei tratti più duri della tappa, per poi giocarsi le proprie carte in volata. In questo caso, un indiziato a fare risultato poteva essere Kaden Groves (Alpecin – Premier Tech), che in carriera ha più volte dimostrato di saper scollinare in gruppo anche in situazioni complicate, ma l’australiano è caduto nella prima tappa e bisognerà capire quali conseguenze avrà per questa giornata, e lo stesso vale per Erlend Blikra (Uno-X Mobility). Altre opzioni possono essere la Maglia Rosa Paul Magnier (Soudal Quick-Step), sempre qualora dovesse riuscire a restare con la prima parte del gruppo, ma anche Orluis Aular (Movistar), Ben Turner (Netcompany INEOS) e Luca Mozzato (Tudor Pro Cycling Team).

Merita un discorso a parte invece la UAE Team Emirates – XRG. Se è vero che Jan Christen pare uno dei favoriti, se non il favorito, e se è vero che Adam Yates potrebbe essere l’uomo di classifica con lo spunto più veloce, è altrettanto vero che la squadra emiratina di fatto può lottare con quasi tutti gli uomini a sua disposizione. Soltanto due anni fa, Jhonathan Narvaez vinceva la prima tappa del Giro davanti a un certo Tadej Pogacar, togliendogli di fatto la possibilità di indossare la maglia rosa dalla prima all’ultima frazione. Il sudamericano forse non è nello stesso stato di grazia ma ha ancora le stesse doti di puncheur che possono regalargli un’altra gioia. Allo stesso modo, anche Antonio Morgado può pensare di essere protagonista, magari con un’azione da lontano o prendendo di sorpresa gli altri con le sue doti da puncheur e finisseur. Tra gli scalatori invece non può mai essere escluso Jay Vine, tra i più forti in gruppo in quest’edizione del Giro. Insomma, la UAE Team Emirates – XRG si presenta al via con diverse carte da giocare, tutte molto valide.

Chiudiamo con una carrellata di possibili sorprese, che per caratteristiche possono provare a gettarsi nella mischia nel finale e magari trovare la vittoria. È il caso dei due protagonisti del Giro dell’Appennino 2026 Ludovico Crescioli Thomas Pesenti (Team Polti VisitMalta), entrambi molto validi per un finale di questo tipo. In Turchia ha sorpreso per la sua tenuta in salita Nikita Tsvetkov (Bardiani CSF 7 Saber), il quale a sua volta può essere un nome interessante per una volata di gruppo relativamente ristretta, così come Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team), in grado di cogliere qualche piazzamento al Tour of the Alps. Sono tanti, come si capisce, i corridori che possono ambire al colpaccio e magari anche indossare la maglia rosa.

Borsino dei Favoriti Seconda Tappa Giro d’Italia 2026

***** Jan Christen
**** Corbin Strong, Andrea Vendrame
*** Giulio Ciccone, Jhonathan Narvaez, Edoardo Zambanini
** Ivan Garcia Cortina, Antonio Morgado, Christian Scaroni, Lennert Van Eetvelt
* Giulio Pellizzari, Guillermo Thomas Silva, Michael Valgren, Jonas Vingegaard, Adam Yates

Le scelte di redazione

In questa sezione ogni redattore indica il proprio favorito tra i 15 nomi del borsino per riflettere meglio un confronto di sensibilità, intuizioni e analisi differenti che portano alla creazione del nostro tradizionale borsino. Proprio per questa molteplicità di scelte e ragionamenti abbiamo scelto di proporre anche le singole opinioni, creando un piccolo gioco interno che abbiamo deciso di condividere con voi: i lettori possono così scoprire diversi punti di vista e confrontarli con i propri nell’attesa della corsa.

Alessandro: Andrea Vendrame
Davide F: Edoardo Zambanini
Davide T: Jan Christen
Francesco: Corbin Strong
Michela: Kaden Groves
Michele: Antonio Morgado
Leonardo: Orluis Aular
Luca: Magnus Sheffield

Meteo previsto Seconda Tappa Giro d’Italia 2026

Previsioni meteo a cura di 3BMeteo – Aggiornate alle 16:00 di venerdì 8 maggio

Maggiori insidie Seconda Tappa Giro d’Italia 2026

La salita del Passo del Monastero di Lyaskovets non dovrà essere sottovalutata e se presa ad alta velocità, potrebbe frazione anche il gruppo, sarà quindi fondamentale per gli uomini di classifica e per chi vorrà giocarsi il successo di tappa approcciarla nelle prime posizioni. Attenzione poi anche al breve strappo posto negli ultimi due chilometri, essendo in porfido, su cui qualche corridore potrebbe cercare di anticipare con un attacco.

Altimetria e Planimetria Seconda Tappa Giro d’Italia 2026

Cronotabella Seconda Tappa Giro d’Italia 2026

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